Saluto di fine mandato di Severino Zanin

Nel direttivo del 9 Settembre, dopo l’assemblea annuale che aveva riconfermato il direttivo in carica, c’è stato il passaggio di Presidenza, da me a Beatrice.

Dopo sei anni è giusto che si cambi. In questi anni molto è cambiato, siamo diventati ONLUS, ora ODV, siamo cresciuti in iscritti e bilanci. Ora possiamo avere anche il famoso 5×1000 riservato alle onlus. Siamo, dopo la chiusura della NIDA in Piemonte, l’associazione di riferimento per tutta Italia del Centro Yanapanakusun a cui facciamo riferimento.

l nostro è un direttivo molto affiatato, una piena fiducia tra i componenti, ognuno si applica nei compiti a cui è più portato. Anche in questa ottica è stata scelta come presidente Beatrice che è più brava a seguire le varie burocrazie che avanzano anche nel mondo del volontariato, parla abbastanza bene lo spagnolo, per cui ha più facilità a comunicare con il Centro in Perù. Ha meno difficoltà a leggere e tradurre ciò che periodicamente ci viene mandato da là. Inoltre è entusiasta di questo suo impegno.

Non so, sono sei anni volati: incontri, iniziative, sempre in buona armonia. Soprattutto i viaggi, a vedere come andava e va il centro in Perù, a vedere il frutto del nostro impegno, a sentirsi nel nostro piccolo, utili a qualcuno che nel mondo sta peggio.
Nell’ultimo viaggio abbiamo potuto constatare di persona che nonostante Vittoria non sia più laggiù a dirigere il Centro, tutto funziona bene, gestito essenzialmente da Peruviani e questo non sempre è scontato, anzi.

Grazie Albarosa, Alvino, Beatrice, Giovanni, Ivo, Silvia, per la collaborazione di questi anni. Spero di poter continuare assieme a sentirci utili nell’aiuto ai più deboli, a sentirci appagati dal sorriso di un bimbo, dalla felicità di aver fatto un certo lavoro per i più deboli. Spero anche di poter trasmettere a qualche giovane la bellezza dell’impegno nel volontariato. Continuiamo ad “ascoltare le voci che chiamano”.

Sono passati dieci anni dalla costruzione dell’asilo a Perccaccata

Lassù in cima a quelle sperdute Ande Peruviane….

In dieci anni è cambiato tanto, a quei tempi non c’era la luce elettrica, ora quasi ogni casa ce l’ha. Tutti i tetti delle povere case erano in paglia e quando accendevano il fuoco dentro sembrava fumasse tutta la casa. Ora i tetti sono in lamiera, ma rimane il problema dei fumi. Tubi per il camino come intendiamo noi non si trovano facilmente.

Ci hanno accolti con amore come sempre hanno danzato per noi e noi gli abbiamo (come sempre) portato un sacco di giochi, dei dolci ed un paio di crostate con sopra scritto 2009 – 2019. non tutti hanno ancora le scarpe. Un misto di emozioni forti, ricordi dolorosi e momenti di felicità assieme.

Probabilmente sarà l’ultima volta che riesco a salire fin quassù, un viaggio tremendo, sette ore di fuori strada ad andare e sette a tornare, ma meritava, per un ultimo saluto.

Giovanni Di Maria ed io (Severino Zanin)