…… e il percorso continua

Questo passaggio di testimone, arriva in un momento molto delicato: da una parte si è ancora condizionati dalla pandemia, senza alcuna certezza e non si sa quando si tornerà alla normalità, per non parlare della situazione in Perù dove c’è piena emergenza e quindi nulla sarà come prima per alcuni anni, dall’altra parte assieme agli amici del direttivo prendo in mano un’associazione già strutturata, in buona salute, con tanti soci. Questa è una grande responsabilità che mi impegna in modo totale.

Severino che mi ha preceduto e Giovanni prima ancora sono stati i miei maestri. Non ho alle spalle una grande esperienza di volontariato né tanto meno di cooperazione. Loro però mi hanno trasmesso il loro impegno incondizionato, riconosciuto dal gruppo numeroso di amici che hanno coinvolto negli anni.

L’associazione quindi continuerà il suo percorso come già avviato, con la stessa armonia e il rispetto reciproco. Continueremo a stare vicini al Centro Yanapanakusun, adesso più che mai anche se tutto è più difficoltoso. Anche durante la chiusura abbiamo avuto il riscontro che i nostri soci ci stanno vicini e ai primi eventi organizzati dopo la chiusura abbiamo avuto una risposta sorprendente.

Sarà mio impegno alimentare i rapporti sia con i gruppi italiani che sostengono il Centro di Cusco che con le associazioni estere, nostri partner nei progetti che stiamo sostenendo.
Sarà nostro compito rassicurare Vittoria Savio che il nostro sostegno a ciò che ha creato e mantenuto con fatiche inimmaginabili non mancherà, che staremo vicini alle persone che lei ha dovuto lasciare.
Per quanto riguarda il futuro, saremo sempre pronti a intraprendere progetti e consolidare alleanze, intanto ci impegneremo qui sul nostro territorio assumendoci la responsabilità di continuare a lavorare nelle scuole, per quanto possibile e con modalità diverse, per collaborare nei progetti sulla solidarietà, sulla cooperazione e sulla sostenibilità ambientale.
Terremo contatti continui con i soci per un pieno coinvolgimento e cercheremo di fare rete con altre associazioni; chiederemo alle Amministrazioni locali di sostenerci in questo impegno serio e responsabile.

Grazie a Severino per quello che ha fatto in questi sei anni di presidenza, grazie ad Albarosa, Alvino, Giovanni, Ivo, Severino e Silvia che sono stati ancora disponibili a lavorare nel direttivo nel segno della continuità.
Grazie a tutti i soci e a tutte le socie.
Beatrice

Saluto di fine mandato di Severino Zanin

Nel direttivo del 9 Settembre, dopo l’assemblea annuale che aveva riconfermato il direttivo in carica, c’è stato il passaggio di Presidenza, da me a Beatrice.

Dopo sei anni è giusto che si cambi. In questi anni molto è cambiato, siamo diventati ONLUS, ora ODV, siamo cresciuti in iscritti e bilanci. Ora possiamo avere anche il famoso 5×1000 riservato alle onlus. Siamo, dopo la chiusura della NIDA in Piemonte, l’associazione di riferimento per tutta Italia del Centro Yanapanakusun a cui facciamo riferimento.

l nostro è un direttivo molto affiatato, una piena fiducia tra i componenti, ognuno si applica nei compiti a cui è più portato. Anche in questa ottica è stata scelta come presidente Beatrice che è più brava a seguire le varie burocrazie che avanzano anche nel mondo del volontariato, parla abbastanza bene lo spagnolo, per cui ha più facilità a comunicare con il Centro in Perù. Ha meno difficoltà a leggere e tradurre ciò che periodicamente ci viene mandato da là. Inoltre è entusiasta di questo suo impegno.

Non so, sono sei anni volati: incontri, iniziative, sempre in buona armonia. Soprattutto i viaggi, a vedere come andava e va il centro in Perù, a vedere il frutto del nostro impegno, a sentirsi nel nostro piccolo, utili a qualcuno che nel mondo sta peggio.
Nell’ultimo viaggio abbiamo potuto constatare di persona che nonostante Vittoria non sia più laggiù a dirigere il Centro, tutto funziona bene, gestito essenzialmente da Peruviani e questo non sempre è scontato, anzi.

Grazie Albarosa, Alvino, Beatrice, Giovanni, Ivo, Silvia, per la collaborazione di questi anni. Spero di poter continuare assieme a sentirci utili nell’aiuto ai più deboli, a sentirci appagati dal sorriso di un bimbo, dalla felicità di aver fatto un certo lavoro per i più deboli. Spero anche di poter trasmettere a qualche giovane la bellezza dell’impegno nel volontariato. Continuiamo ad “ascoltare le voci che chiamano”.

Il progetto “Uniti per i diritti dei bambini e delle bambine di Omacha”

Nel novembre del 2014, l’associazione è stata invitata dal Centro Yanapanakusun a far parte di una rete internazionale di associazioni che avrebbe preso in carico le comunità del distretto di Omacha. La rete comprendeva e comprende oltre al Centro Yanapanakusun (Cusco Perù), Terre des hommes Italia in Perù (con sede a Lima), l’associazione Infirmiéres de l’Humanité (Quebec Canada), ed altre associazione che si aggiungeranno in seguito. Il progetto che alleghiamo, pone al centro i bambini e le bambine del Distretto e contempla il sostegno per una istruzione di qualità con l’apertura di “Case di Cultura” che accolgano i bambini di pomeriggio, la fornitura di materiali didattici, corsi di formazione per i docenti e i promotori, distribuzione della merenda, ed inoltre il controllo della salute, l’attenzione per le famiglie, le abitazioni, le scuole, l’ambiente in cui vivono.

Il contatto con il fenomeno delle Bambine invisibili delle Ande, sempre più significativo, hanno convinto Vittoria Savio e i suoi più stretti collaboratori a cercare di capire quali fossero i territori da dove provenivano le bambine, quali le effettive condizioni delle famiglie e delle comunità di appartenenza.
Sono allora cominciate le visite in vari distretti, in varie comunità, sono iniziati i contatti con le municipalità e con le poche scuole esistenti e si sono convinti che in qualche modo occorreva presidiare quei luoghi lontani da Cusco, distanti uno dall’altro, su e giù per le Ande più sperdute.
E’ lì che dal 2003 hanno cominciato a costruire case, che loro hanno chiamato “Case di cultura”, per avvicinare bambini e adulti e cominciare un’opera di vicinanza, condividendo le difficoltà e dando servizi inesistenti e/o migliorando quelli esistenti.
Negli anni il progetto si è ampliato, ha incluso diverse comunità, si collabora con le autorità locali e si è avviato un progetto strutturato ed appoggiato da diverse associazioni italiane e straniere, di cui l’associazione “Ascoltiamo le voci che chiamano” fa parte.
Leggi:
Sintesi del progetto
Diagnostica iniziale

Le principali iniziative svolte in Perù

L’Associazione “Ascoltiamo le voci che chiamano” ha intrapreso, dal 2002 ad oggi, diversi progetti ed iniziative a sostegno del centro di accoglienza Yanapanakusun di Cusco in Perù.
 
Il centro Yanapanakusun è un organizzazione privata a scopo sociale, con differenti programmi che hanno una sola finalità: l’appoggio totale alle lavoratrici domestiche per la conquista di una vita migliore nell’esercizio dei loro diritti. Iniziò le sue attività nell’agosto del 2001, tuttavia, la preoccupazione ed il lavoro per quel settore sociale già iniziò nel 1994 con il CAITH che attualmente è uno dei programmi di Yanapanakusun.
 
Il programma “CAITH”, ha come obiettivo, tra gli altri, di migliorare le condizioni di vita e di lavoro, attraverso un cambiamento di coscienze ed abitudini delle lavoratrici domestiche e della società che le circonda.

Il programma “MARIA ANGOLA”, vuole offrire, attraverso un Centro Educativo per uomini e donne che lavorano, l’opportunità di un’educazione migliore che parta dalla conoscenza delle loro realtà e necessità. 

Il programma “AYPARIKUSUN”, nasce nel 2002, con la finalità di creare scambi socio culturali, attraverso un turismo responsabile.

Il programma “ARUMI”, ha come obiettivo di offrire alle lavoratrici domestiche l’opportunità di imparare a lavorare la terra e trasformare i prodotti per l’autoconsumo.
 
Il programma “PERCCACCATA”, ha come obiettivo di proteggere il diritto all’educazione e accesso alla cultura dei bambini in etá prescolare di 11 comunitá andine del Distretto di Omaccha, Paruro, Cusco attraverso la costruzione di un centro educativo iniziale.