Amici dell’associazione “Ascoltiamo le voci che chiamano”

L’associazione “Le Sorelle Masolini” – Udine

Grazie ai contatti che l’associazione ha creato negli anni e al bisogno di condividere le nostre idee di cooperazione, da qualche tempo conosciamo l’associazione “Sorelle Masolini” di Udine che gestisce un lascito testamentario. Le donazioni sono destinate ad alleviare situazioni di disagio infantile in varie parti del mondo: Italia, Bulgaria, Libano, Bosnia, Zambia, Congo Brazaville, Cameroun, Burundi, Etiopia, Eritrea, Kenia, Argentina, Brasile e Perù.

Fu un parente delle sorelle Masolini, a chiedere che qualsiasi attività fosse realizzata a nome di Gemma, Egle, Elda ed Erma Masolini e per dare esecuzione alla sua volontà è stata creata l’Associazione Sorelle Masolini con sede a Udine, retta da un consiglio costituito dall’esecutore testamentario dott. Guido Repetti, dal responsabile della Caritas Diocesana di Udine don Luigi Gloazzo e dal sig. Evaristo Ricci, parente del benefattore.

A questa associazione abbiamo presentato il progetto “Un Parco giochi a Huancarani”, in Perù nella provincia di Paruro, regione di Cusco, che è stato accolto con un finanziamento al 60%. Sopravvenuta la diffusione della pandemia da Covid 19 e dovendo rimodulare il progetto, l’associazione Sorelle Masolini ha continuato a finanziare la scuola a distanza coordinata da un operatore in loco, Germán Grueso.

Abbiamo continuato a chiedere l’appoggio dell’associazione per realizzare un altro parco giochi nella località di Paclla, sempre nella stessa provincia e la risposta è stata positiva.

Unendo le forze siamo riusciti a rendere il territorio di quelle comunità a misura di bambini e a garantire momenti di gioco e di aggregazione in luoghi assistiti e sicuri, nella certezza che il gioco è creatività, è magia, è gioia.

Aggiornamenti 2021

Le nostre attività nel secondo anno della pandemia

Negli ultimi due anni nessuno di noi volontari si è potuto recare in Perù per svolgere un periodo di volontariato e per comprendere in presenza i programmi e i progetti che con il passare del tempo si evolvono, si adattano alle situazioni contingenti o si integrano con nuovi percorsi.

I nostri contatti a distanza con il Centro sono frequenti e di questi vi riferiamo a conclusione dell’anno. Aspettiamo tempi migliori per ospitare Josefina Condori e Ronald Zarate, rispettivamente la presidente e il direttore esecutivo del Centro Yanapanakusun, che da tempo desiderano venire da noi per raccontarci il loro impegno.
In questo periodo in Perù ci sono le vacanze estive per le scuole fino al primo marzo 2022 che coincidono sempre con le festività del Natale. Le ragazze ospiti della Casa Famiglia (Hogar) in buona parte hanno raggiunto le proprie comunità per trascorrere le vacanze. Nel Hogar sono ospitate 25 ragazze dai 13 ai 20 anni. Ognuna, con tutto il sostegno necessario, porta avanti il suo progetto di vita con alla base un percorso di attenzione psicologica, di cura, oltre alla frequenza scolastica. Nel Centro hanno tutto ciò che serve per seguire i programmi di scuola a distanza, soprattutto i computer, in assenza della scuola statale che ancora non ha aperto alla frequenza in presenza.
Nelle comunità e quindi nelle Case di cultura c’è stato il cambio del personale, anche con nuove nomine. Si fa riferimento ai “promotori sociali”, per noi mediatori. Durante gli anni caratterizzati dalla chiusura delle Case, la direzione ha approfittato per organizzare corsi di formazione on line per gli insegnanti e per i promotori. La qualità della loro preparazione professionale è alla base della buona riuscita dei programmi da attuare e fa leva su una loro rinnovata motivazione al lavoro. Il Centro ha cercato di stare in contatto con i bambini con ogni mezzo, raggiungendo comunque tutte le località andine che sta sostenendo.
Le Case di cultura, adesso aperte, operano con gruppi piccoli e nel rispetto delle regole
fondamentali per evitare ogni contagio e si sostituiscono alle scuole statali che dal marzo 2020 sono chiuse. Il ministero dell’Educazione, durante la pandemia sta erogando lezioni a distanza, ma solo per chi è dotato di computer e per poche ore alla settimana.

Nel periodo delle vacanze estive il Centro Yanapanakusun ha programmato per tutti i bambini e le bambine un corso ricreativo di cultura e arte per tenerli impegnati in un’atmosfera serena e divertente. L’isolamento e i pochi contatti hanno reso i bambini tristi e a disagio. I progetti che seguiamo grazie al vostro sostegno, si sviluppano secondo quanto già programmato: rinforzo nelle materie scolastiche, attività ricreative, merenda pomeridiana, attenzione alla salute e all’alimentazione, attenzione alle famiglie.

Nelle ultime telefonate, avvenute il 23 dicembre 2021, il 4 e il 17 gennaio 2022, Ronald Zarate Herrera, direttore esecutivo del Centro, ha raccontato i prossimi progetti, considerate le potenzialità che offre il lavoro a distanza con piattaforme informatiche. A questo proposito stanno disseminando il modello ormai consolidato delle Case di cultura e dei programmi in esse compresi, istituendo altre Case di cultura in altri territori anche lontani da Cusco, con l’aiuto delle municipalità locali e dei rappresentanti delle comunità. In alcune località sono già avviate e sono stati assegnati i promotori, uno per Casa. I municipi locali, condividendo i progetti, intervengono offrendo gratuitamente la Casa e le utenze; il promotore, pagato dal Centro, è inoltre affiancato da volontari. Le Case si trovano in posizione geografiche diverse: nella Selva, sulla direttrice per Puno, sulla direttrice per Arequipa, alla periferia sud di Lima, a nord del Perù, tutte in zone disagiate, poverissime e a rischio sociale.

La disseminazione del modello già consolidato con il coinvolgimento nei programmi educativi degli amministratori locali e della popolazione, può cambiare la cultura nei confronti dei bambini che in questo modo saranno il focus di adulti significativi e responsabili. Si cercherà di cambiare la cultura fatta oggi di arroganza e violenza sui bambini e sulle donne, nei confronti delle quali vige il macismo e la sottomissione anche con fenomeni di tratta riferita a promesse di lavoro.
In tutto questo impegno vediamo che il personale del Centro aspira a realizzare il sogno di
Vittoria Savio che accogliendo la prima bambina anni fa, ha pensato che a nessuna di loro
debbano mancare le “cure” e il rispetto.
Il Centro spera che il progetto di disseminazione venga accolto dalla Regione di Cusco e dal
Governo nazionale anche con possibili aiuti.
I finanziatori storici, noi compresi, condividono il progetto di ampliamento degli interventi e
assicurano il sostegno finanziario. Il Centro è alla ricerca di altri finanziatori che sicuramente
troverà visto il credito di cui gode anche a livello internazionale.
Noi continuiamo a farci carico dello stipendio mensile dell’educatore Germán Grueso che è stato assegnato alla Casa di cultura di Accha/Omacha (provincia di Paruro), che comprende anche i seguenti villaggi: Perccaccata (dove abbiamo costruito una scuola per l’infanzia), Antayaque, Occollopata, Huilcuyo, Paclla (dove abbiamo realizzato un parco giochi) e Misanapata (dove, assieme alla scuola primaria di Martignacco abbiamo contribuito a costruire una scuola secondaria). Proprio in questi territori Germán metterà a frutto la sua professionalità e il suo entusiasmo nel lavoro. In questo progetto siamo ancora sostenuti dall’associazione di Udine “Sorelle Masolini” che ringraziamo per la sensibilità e la vocazione al sociale in difficoltà. Si finanzia inoltre tutto ciò che serve per il funzionamento della Casa. Germán Grueso si occupa anche di coordinare il programma di cultura e arte di tutte le Comunità che devono seguire le stesse linee programmatiche concordate con il Centro Yanapanakusun di Cusco.


Ringraziamo voi soci e tutti gli amici per il generoso sostegno di quest’anno e vi preghiamo
di starci vicini, noi continuiamo nel tentativo di proteggere tanti bambini e bambine
appoggiando i progetti che intervengono con le giuste modalità su stili di vita e costumi
sociali che non rispettano i più deboli.
Sono sempre i bambini al centro della nostra attenzione!

Per chi non l’avesse ancora fatto, vi invitiamo a rinnovare il tesseramento per l’anno 2022. La quota di iscrizione è rimasta invariata, 10 euro, da versare sul conto dell’associazione (Ass. “Ascoltiamo le voci che chiamano” – Prima Banca di Feletto Umberto – IBAN IT 98 Y
08637 64301 000023045223).


Da tutto il direttivo un caro saluto

Tesseramento 2021

Cari soci, care socie, amici e amiche,
ci auguriamo di trovarvi in buona salute.
Stiamo vivendo la situazione dell’anno scorso, non ci siamo incontrati, non abbiamo potuto organizzare nulla per stare insieme e raccontarvi di Yanapanakusun e dei progetti che finanziamo grazie al vostro sostegno. Durante l’anno vi abbiamo spedito ciò che ci perveniva, ciò che sapevamo da tutti i contatti che abbiamo con gli amici di Cusco.
Ci siete stati comunque vicini e di questo vi siamo grati perché proprio in un anno così difficile siamo riusciti comunque a supportare il Centro, a far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno ai bambini e alle bambine delle comunità. Le famiglie hanno avvertito in modo concreto che non li abbiamo dimenticati. Gli operatori del Centro Yanapanakusun hanno lavorato in continuità, nonostante le limitazioni di mezzi e di spostamenti. Questo ci ha rassicurati e ci spinge a non demordere.
Anche quest’anno siamo costretti a chiedervi di associarvi tramite bonifico bancario versando 10 euro:
IBAN IT 98 Y 08637 64301 000023045223.
La promozione del libro “Incontrarsi….” è andata bene, continueremo appena possibile, ad oggi abbiamo distribuito quasi 800 copie (all’approvazione del bilancio saremo più precisi).
Vi esponiamo inoltre un problema che stiamo affrontando. Le nostre visite al Centro e alla Comunità di Perccaccata hanno messo in luce la necessità di provvedere a risanare il tetto della scuola dell’infanzia a causa di serie infiltrazioni che stanno pregiudicando l’edificio.
Abbiamo una bozza di preventivo, ma sicuramente non è completo. Da soli non ce la potremo fare; non appena avremo maggiori certezze vi comunicheremo l’esatto importo del preventivo e vi chiederemo di aiutarci.
Trovate qui in allegato le relazioni dell’anno 2020 relative al sostegno alle comunità andine anche grazie all’aiuto dell’associazione “Le Sorelle Masolini” e alla situazione delle bambine e delle ragazze del Hogar Caith.

Rimaniamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento.
Un abbraccio da tutti noi del direttivo.
La presidente Beatrice Savà

…… e il percorso continua

Questo passaggio di testimone, arriva in un momento molto delicato: da una parte si è ancora condizionati dalla pandemia, senza alcuna certezza e non si sa quando si tornerà alla normalità, per non parlare della situazione in Perù dove c’è piena emergenza e quindi nulla sarà come prima per alcuni anni, dall’altra parte assieme agli amici del direttivo prendo in mano un’associazione già strutturata, in buona salute, con tanti soci. Questa è una grande responsabilità che mi impegna in modo totale.

Severino che mi ha preceduto e Giovanni prima ancora sono stati i miei maestri. Non ho alle spalle una grande esperienza di volontariato né tanto meno di cooperazione. Loro però mi hanno trasmesso il loro impegno incondizionato, riconosciuto dal gruppo numeroso di amici che hanno coinvolto negli anni.

L’associazione quindi continuerà il suo percorso come già avviato, con la stessa armonia e il rispetto reciproco. Continueremo a stare vicini al Centro Yanapanakusun, adesso più che mai anche se tutto è più difficoltoso. Anche durante la chiusura abbiamo avuto il riscontro che i nostri soci ci stanno vicini e ai primi eventi organizzati dopo la chiusura abbiamo avuto una risposta sorprendente.

Sarà mio impegno alimentare i rapporti sia con i gruppi italiani che sostengono il Centro di Cusco che con le associazioni estere, nostri partner nei progetti che stiamo sostenendo.
Sarà nostro compito rassicurare Vittoria Savio che il nostro sostegno a ciò che ha creato e mantenuto con fatiche inimmaginabili non mancherà, che staremo vicini alle persone che lei ha dovuto lasciare.
Per quanto riguarda il futuro, saremo sempre pronti a intraprendere progetti e consolidare alleanze, intanto ci impegneremo qui sul nostro territorio assumendoci la responsabilità di continuare a lavorare nelle scuole, per quanto possibile e con modalità diverse, per collaborare nei progetti sulla solidarietà, sulla cooperazione e sulla sostenibilità ambientale.
Terremo contatti continui con i soci per un pieno coinvolgimento e cercheremo di fare rete con altre associazioni; chiederemo alle Amministrazioni locali di sostenerci in questo impegno serio e responsabile.

Grazie a Severino per quello che ha fatto in questi sei anni di presidenza, grazie ad Albarosa, Alvino, Giovanni, Ivo, Severino e Silvia che sono stati ancora disponibili a lavorare nel direttivo nel segno della continuità.
Grazie a tutti i soci e a tutte le socie.
Beatrice

Saluto di fine mandato di Severino Zanin

Nel direttivo del 9 Settembre, dopo l’assemblea annuale che aveva riconfermato il direttivo in carica, c’è stato il passaggio di Presidenza, da me a Beatrice.

Dopo sei anni è giusto che si cambi. In questi anni molto è cambiato, siamo diventati ONLUS, ora ODV, siamo cresciuti in iscritti e bilanci. Ora possiamo avere anche il famoso 5×1000 riservato alle onlus. Siamo, dopo la chiusura della NIDA in Piemonte, l’associazione di riferimento per tutta Italia del Centro Yanapanakusun a cui facciamo riferimento.

l nostro è un direttivo molto affiatato, una piena fiducia tra i componenti, ognuno si applica nei compiti a cui è più portato. Anche in questa ottica è stata scelta come presidente Beatrice che è più brava a seguire le varie burocrazie che avanzano anche nel mondo del volontariato, parla abbastanza bene lo spagnolo, per cui ha più facilità a comunicare con il Centro in Perù. Ha meno difficoltà a leggere e tradurre ciò che periodicamente ci viene mandato da là. Inoltre è entusiasta di questo suo impegno.

Non so, sono sei anni volati: incontri, iniziative, sempre in buona armonia. Soprattutto i viaggi, a vedere come andava e va il centro in Perù, a vedere il frutto del nostro impegno, a sentirsi nel nostro piccolo, utili a qualcuno che nel mondo sta peggio.
Nell’ultimo viaggio abbiamo potuto constatare di persona che nonostante Vittoria non sia più laggiù a dirigere il Centro, tutto funziona bene, gestito essenzialmente da Peruviani e questo non sempre è scontato, anzi.

Grazie Albarosa, Alvino, Beatrice, Giovanni, Ivo, Silvia, per la collaborazione di questi anni. Spero di poter continuare assieme a sentirci utili nell’aiuto ai più deboli, a sentirci appagati dal sorriso di un bimbo, dalla felicità di aver fatto un certo lavoro per i più deboli. Spero anche di poter trasmettere a qualche giovane la bellezza dell’impegno nel volontariato. Continuiamo ad “ascoltare le voci che chiamano”.

Il progetto acqua sana e sostenibile arriva in Perù

Quest’anno insieme ai fedelissimi volontari che si susseguono al Centro Yanapanakusun da anni è venuto con noi anche Livio, imprenditore friulano che si occupa di impianti di distribuzione di bevande, tra cui quelli che trattano e affinano l’acqua, come le case dell’acqua. Si è unito al gruppo con le idee chiare: quaggiù di acqua ce n’è a volontà, ma purtroppo la qualità è scadente e lui la vuole migliorare per renderla accessibile a tutti. Ecco il suo racconto:

“Le tecnologie che utilizzano in Perù per depurare le acque per consumo umano non sono moderne e le reti di distribuzione sono datate e dissestate. Il risultato è un’acqua non eccellente dal punto di vista organolettico e non microbiologicamente sicura per l’uomo. Alcuni la bevono, alcuni poi però stanno male; i turisti la devono evitare in tutte le sue forme. Va bollita prima del consumo. Oppure c’è il ricorso all’acqua imbottigliata, che qui non è nemmeno minerale di fonte ma un’acqua ottenuta da processi di osmosi e poi mineralizzata artificialmente dalla Coca Cola…un’acqua finta insomma. Per la cultura locale questa è acqua buona, ma i contenitori monouso poi diventano “basura” che spesso si trasforma in immondizia vagante per strade, marciapiedi, fossi ecc.

So che mi aspetta un lungo e faticoso lavoro di convincimento, ma so che con le giuste parole e concetti posso provare a farcela. So anche che con l’applicazione di filtri speciali e lampade sterilizzatrici posso provare a risolvere il problema nel piccolo e perché no, con le case dell’acqua anche nel grande. Devo solo trovare le persone giuste che ascoltino, capiscano e mi diano spazio e opportunità.

Devo far capire che per bere non serve trattare milioni di metri cubi d’acqua. Basta affinare al punto d’uso il poco che serve per uso alimentare.

Devo far capire che acquistare acqua in bottiglia vuol dire comprare un recipiente che poi va buttato, una marca con tutta la pubblicità collegata, e una moltitudine di chilometri di camion che viaggiano tra stabilimenti di plastica e bottiglie vuote, imbottigliamenti, negozi, supermercati e centri commerciali, automobili e camion della spazzatura. Milioni di tonnellate di CO2, anidride carbonica, per bere qualche litro d’acqua. Una follia.”

Ne parliamo con Ronald, ascolta anche Selene che qui in zona ha peso politico. Rimangono colpiti.

Progetto acqua sostenibile in Perù – TV Mundo Perù

Così ci spediscono alla radio locale per raccontarlo al pubblico e con un arrangiato spagnolo ci tentiamo. Il messaggio è talmente forte che Livio viene invitato anche dalle TV locale, in prima serata per amplificarlo. Il governo qui sta cambiando e forse anche la mentalità della gente, una speranza …

Il progetto acqua sana e sostenibile in Perù su Radio Universal Perù

Livio, prima di lasciare Cusco, installa in modo definitivo il primo impiantino fisso di trattamento al Centro Yanapanakusun da cui turisti e abitanti della comunità possono attingere acqua buona e sicura. Funziona! Lo dicono le prove microbiologiche che danno esito negativo. Livio quell’acqua l’aveva già bevuta perché era sicuro del suo lavoro e noi, suoi compagni di viaggio lo imitiamo ad occhi chiusi. Piano piano anche le ragazze prendono acqua da lì, la bevono, la portano in tavola. Un successo!

Sono passati dieci anni dalla costruzione dell’asilo a Perccaccata

Lassù in cima a quelle sperdute Ande Peruviane….

In dieci anni è cambiato tanto, a quei tempi non c’era la luce elettrica, ora quasi ogni casa ce l’ha. Tutti i tetti delle povere case erano in paglia e quando accendevano il fuoco dentro sembrava fumasse tutta la casa. Ora i tetti sono in lamiera, ma rimane il problema dei fumi. Tubi per il camino come intendiamo noi non si trovano facilmente.

Ci hanno accolti con amore come sempre hanno danzato per noi e noi gli abbiamo (come sempre) portato un sacco di giochi, dei dolci ed un paio di crostate con sopra scritto 2009 – 2019. non tutti hanno ancora le scarpe. Un misto di emozioni forti, ricordi dolorosi e momenti di felicità assieme.

Probabilmente sarà l’ultima volta che riesco a salire fin quassù, un viaggio tremendo, sette ore di fuori strada ad andare e sette a tornare, ma meritava, per un ultimo saluto.

Giovanni Di Maria ed io (Severino Zanin)

I nostri volontari alla volta del Perù. Vecchie e nuove leve al lavoro!

Volontari in Perù

Numeroso il gruppo di volontari che questa volta parte alla volta del Perù: siamo in sei, Severino Zanin, Alvino Passaro, Livio Busana, Giorgio Rizzi, Victoriano Pavan ed io, Giovanni Di Maria. Appena atterrati all’aeroporto di Cusco ad attenderci era Ronald, il responsabile del Centro Yanapanakusun e nostro referente da sempre.

Dopo i saluti rituali siamo già pronti per pianificare assieme a Selene le cose da fare a Cusco e dintorni. Livio illustra il progetto dell’acqua, una novità non da poco di cui vi racconteremo a breve.

Ci attende molto lavoro ma noi siamo pronti! Rimozione di un vecchio impianto solare, potatura dei due ulivi, predisposizione del progetto relativo all’acqua, ideato, offerto e portato dall’italia da Livio, organizzazione e lista della spesa (pali in ferro, rete di recinzione ed altro) per i lavori da fare a Huancarani assieme a Ronald e Zaccarias, muratore del posto, per la costruzione del recinto della scuola e del parco giochi che abbiamo realizzato a giugno.

Siamo fortunati, nessuno di noi ha avuto problemi con il “soroce”, neppure Giorgio e Livio che sono alla loro prima esperienza in altura. 

La giornata termina con tante buone idee, un’ottima squadra affiatata e volenterosa e una passeggiata in centro a Cusco per un pisco sauer e un lomo de alpaca.

Cusco dal Centro Yanapanakusun

Un parco per i bambini di Huancarani

Quando hai l’opportunità di recarti presso l’organizzazione che sostieni, ti fermi per qualche tempo, ti rendi conto dei bisogni veri e del modo più efficace e coerente per intervenire.

La nostra associazione, per statuto, ha lo sguardo rivolto verso i bambini, nel contesto sociale delle comunità andine, in quel isolamento e in quella povertà estrema che li penalizza nel loro sviluppo armonico. Interveniamo per migliorare l’alimentazione, per curarli nel fisico e per migliorare la loro istruzione, ma non basta, è da prendere in considerazione anche il fatto che stiano bene, che siano quanto più possibile sereni nella loro infanzia e che abbiano anche momenti di divertimento.

A Huancarani abbiamo visto con i nostri occhi uno spazio, lo abbiamo visto sguarnito ma lo abbiamo sognato come un bel parco con giochi e impianti sportivi dove i bambini giocano sereni e si divertirono con la guida di persone attente.

Il nostro sogno …

I sogni si possono fare, ma per realizzarli è necessario che si mettano insieme persone, idee e risorse.

E allora ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo scritto un progetto, lo abbiamo presentato ad un’associazione di Udine, “Sorelle Masolini”, che ha come finalità il sostegno di bambini in stato di necessità. Non sembra vero…… il progetto è stato finanziato per il 60% ed allora il sogno diventa realtà!

Il giardino di Huancarani prima di diventare parco

Il progetto Huancarani è stato avviato non appena ci è pervenuta l’attesissima comunicazione di accoglimento da parte dell’Associazione “Sorelle Masolini” di Udine.

Si è cominciato a sviluppare il progetto fin da subito, data di avvio: 1 giugno 2019! Momento in cui abbiamo dato l’incarico al personale che lo sta attuando. Il responsabile del progetto è Germán Grueso Castillo, un giovane spagnolo di Alicante, con esperienze pregresse in cooperazione internazionale, già incaricato dal Centro Yanapanakusun di svolgere un’indagine conoscitiva sulla comunità di Huancarani.

Gli unici giochi a disposizione prima del parco

Quindi abbiamo incaricato un artigiano di Huancarani di iniziare la realizzazione del parco giochi esterno, con un’istallazione di ferro che comprende la porta di calcio, una scala per salire sulla passerella ed accedere a due scivoli, una scala orizzontale sotto la passerella e due altalene.

La struttura è stata installata il 4 luglio 2019 e inaugurata lo stesso giorno alla presenza di tanti bambini, di genitori, insegnanti della Casa di cultura e dei responsabili del Centro Yanapanakusun di Cusco. Era presente il sacerdote della Comunità per la benedizione di rito.

Ho avuto la fortuna di esserci, un’emozione non da poco dopo tanta fatica a progettare e trovare qualcuno che contribuisse alla realizzazione di questo prezioso progetto. Come previsto dal progetto inoltre abbiamo acquistato dei libri di racconti, favole, letteratura infantile e avventure, per arricchire la biblioteca e dare impulso alla lettura.

La biblioteca a disposizione dei bambini

Dal mio rientro in Italia, ho avuto contatti settimanali con Germán, che fino alla data del 20 agosto è stato aiutato da Giada Coceani, una volontaria della provincia di Gorizia che ha collaborato attivamente alla realizzazione del progetto per quasi 2 mesi.

Germán ci invia periodicamente foto e messaggi, oltre all’intercorrere di telefonate e mail.

Il parco giochi di Huacarani

Cosa abbiamo avviato ad oggi:

  • è stata realizzata la struttura in ferro, posta sul lato corto del cortile, vicino alla cucina;
  • abbiamo acquistato libri per la biblioteca;
  • abbiamo avviato le attività ludiche e sportive che si svolgono tutti i giorni, nell’ora che precede l’inizio delle attività previste dalla casa di cultura. Sono previste anche attività manuali (disegnare, dipingere, impastare, preparare una merenda, lavorare nell’orto della Casa);
  • durante la sospensione delle lezioni (vacanze scolastiche), dal 5 al 9 agosto 26 bambini hanno frequentato la casa di cultura. Sono stare realizzate attività motorie con lo scopo di “allenare” la coordinazione. Alla fine dell’attività i bambini hanno affrontato delle prove che sono state valutate e documentate;
  • nella seconda settimana di vacanza. Germán e Giada hanno tenuto un corso di rinforzo in comunicazione, in sostanza quella che noi chiamiamo lettere, mentre i professori della casa di cultura hanno curato la matematica.

Del buon esito degli interventi ho avuto riscontro da Ronald Zarate, direttore esecutivo del Centro Yanapanakusun, che si ritiene soddisfatto del procedere del progetto.

German, io (Beatrice, per chi non mi conosce) e Ronald

Scarica il progetto se lo vuoi leggere e non dimenticare di sostenerci.